Dott.ssa Laura Prosdocimo

Resilienza Flessibilità in tempo di Covid

Flessibilità e Resilienza per Tempi Difficili – #FACE COVID

Questo tempo contrassegnato dall’esperienza del Covid impone un cambiamento rapido e radicale nello stile di vita e nelle relazioni familiari e sociali.

Le scienze comportamentali hanno sviluppato una possibile risposta in merito a come possiamo migliorare. Gli studi scientifici dimostrano che la flessibilità psicologica e la resilienza sono caratteristiche cognitive che possono consentirci di adattarci e gestire lo stress determinato dalle difficoltà attuali e mantenerci in salute. Se vuoi saperne di più, puoi dedicare del tempo alla lettura completa di questo mio articolo.

Visione della realtà e Plasticità della Mente

Gli esseri umani sono capaci di comportamenti prosociali e cooperativi a un livello unico tra gli animali. Si ritiene che questa capacità abbia contribuito in modo sostanziale al vantaggio evolutivo dell’uomo. Gli esseri umani sono anche capaci di tremendi egoismi, interessi personali e crudeltà.

La visione individuale della realtà e quindi lo stile di pensiero che adottiamo per valutare l’ambiente che ci circonda è fondamentale. La mente è molto complessa e produce una grande quantità di pensieri che sono spesso un’arma a doppio taglio, se non impariamo a conoscerli.

Questo tempo contrassegnato dall’esperienza del Covid impone un cambiamento rapido e radicale nello stile di vita e risulta fondamentale sviluppare e/o potenziare la flessibilità psicologica e la resilienza individuale e sociale, per mantenere un buon stato di salute fisica e mentale.

L’organizzazione del cervello è sempre modificabile nel corso della vita e gli studi sull’espressione genica e sulla regolazione epigenetica rivelano che il cervello è dinamico e in continua evoluzione. Le prime esperienze di vita determinano differenze individuali che determinano la successiva capacità di adattamento flessibile o la sua mancanza.

La riattivazione di tale plasticità negli individui che presentano un basso livello di resilienza è possibile con interventi come l’attività fisica, il supporto sociale, le terapie comportamentali e la mindfulness (Bruce S. McEwen et al. 2015).

Molte ricerche hanno rivelato quanto i nostri schemi di pensiero siano automatici e complessi e quanta poca consapevolezza abbiamo di ciò che stiamo realmente pensando.

Le scienze comportamentali hanno sviluppato una possibile risposta in merito a come possiamo migliorare. In più di un migliaio di studi è stato rilevato che le abilità di flessibilità aiutano a determinare come mai alcune persone affrontano le proprie sfide quotidiane e altre no, oppure perché alcune persone provano numerose emozioni positive (come gioia, gratitudine, compassione, curiosità) e altre le avvertono in misura minore. Predicono chi svilupperà problemi come ansia, depressione, traumi o abuso di sostanze, nonché il grado di severità e la durata di tali problemi.

La Flessibilità Psicologica in prospettiva ACT

Steven Hayes definisce nel suo libro “La Mente Liberata” (A Liberated Mind) la flessibilità psicologica come “la capacità di sentire e pensare con apertura, di impegnarsi volontariamente nell’esperienza del momento presente e di dirigere la propria vita verso ciò che è importante per sé stessi, costruendo abitudini che permettano di vivere in linea con le proprie aspirazioni e i propri valori. È la capacità di imparare a non allontanarsi da ciò che è doloroso, volgendosi verso la propria sofferenza per vivere una vita ricca di significato e di scopo.

Andare verso la sofferenza?

Esatto. La flessibilità psicologica ci permette di andare verso il nostro disagio e le nostre preoccupazioni in modo aperto, curioso e benevolo.

L’impulso è solitamente quello di evitare il dolore, sopprimendolo o auto-curandoci, oppure di rimanervi intrappolati, continuando a rimuginare e permettendo spesso a simili modalità di prendere il controllo della nostra vita. Invece, la flessibilità psicologica ci consente di accettare il dolore e vivere la vita come desideriamo, con il dolore quando c’è. Molto spesso si tratta di un risultato raggiunto in un percorso psicoterapeutico e/o di elaborazione personale perché accettare il dolore, può non essere semplice e automatico.

Sviluppando o rafforzando la flessibilità psicologica diventiamo più resilienti.

Perseverare è Umano

La resilienza è la capacità di persistere, di far durare la motivazione nonostante gli ostacoli e le difficoltà. Il termine resilienza proviene dalla metallurgia: indica, nella tecnologia dei metalli, la resistenza a rottura dinamica ricavata da una prova d’urto. In questo campo, la resilienza rappresenta il contrario della fragilità.

La resilienza è una capacità cognitiva, vale a dire che attiene al modo in cui elaboriamo le informazioni e ci rapportiamo con la realtà e definisce le nostre scelte comportamentali.

La motivazione produce l’impegno, e a furia di impegnarci diventiamo più bravi, aumentando il nostro senso di competenza o senso di autoefficacia. Sentirsi competenti è fonte di piacere e di emozioni positive. Questo piacere, a sua volta, stimola livelli più elevati di impegno: l’impegno sviluppa nuovi apprendimenti e nuove connessioni cerebrali oltre ad accrescere il senso di competenza. L’accresciuto senso di competenza produce nuovo piacere, dando origine a un circolo virtuoso. Sentirsi competente, autoefficace significa sentirsi adeguato o capace di raggiungere un dato obiettivo ed è uno dei due principali componenti della resilienza. Un basso senso di autoefficacia verso un traguardo da raggiungere genera immobilità e rassegnazione. Il pensiero presente in questa condizione può essere: “Tanto non ce la farò mai, quindi meglio non pensarci!”. Quando manca la convinzione di potercela fare, la motivazione risulta debole.

La motivazione può anche essere fragile nel caso in cui non si sia disposti a fare sacrifici per ottenere un certo obiettivo, in tal caso si parla di scarsa volontà, in tal caso il pensiero può essere: “Ma chi me lo fa fare? Troppa fatica!”. Le capacità volizionali sono l’altro componente centrale della resilienza. Se sei interessato ad approfondire questi concetti, trovo molto interessanti le esperienze che provengono dal mondo sportivo nel libro “Perseverare è umano” di Pietro Trabucchi – Perseverare è umano.

L’epigenetica ha dimostrato che le nostre esperienze di vita, quindi le nostre scelte e i nostri comportamenti, modificano il nostro DNA qui e ora e che queste modificazioni sono trasmissibili alla discendenza.

La flessibilità psicologia e la resilienza migliorano le nostre capacità di gestire le situazioni stressanti.

Stress e resistenza alle Infezioni

Molti studi hanno ampiamente dimostrato oramai quanto lo stress psicologico impatti sulla salute e il concetto di salute si riferisce ad una condizione globale della persona nella sua unità Mente Corpo.

Nel 1991 il New England Journal of Medicine, pubblicò i risultati di una ricerca condotta dallo psicologo americano Sheldon Cohen. Una situazione sperimentale in cui due gruppi omogenei di soggetti, uno sottoposto ad uno stress psicologico e l’altro no, venivano esposti a virus respiratori (tra cui il coronavirus tipo 229E).

I tassi di infezione variavano da circa il 74% a circa il 90%, in base ai livelli di stress psicologico, e l’incidenza di raffreddori clinici variava da circa il 27% al 47%.

L’esperienza di stress psicologico evidenziò una differenza di 20 punti nella possibilità di ammalarsi.

Questa osservazione suggerisce che lo stress è associato alla soppressione di molti processi immunitari e la persona è maggiormente esposta ad essere contagiata. (Cohen et al. 1991).

Recentemente, è stata pubblicata da JAMA Psychiatry la prima meta-analisi, condotta solo su studi randomizzati controllati, per verificare gli effetti della psicoterapia e in generale degli interventi psico-sociali sul sistema immunitario.

Gli interventi presi in esame hanno incluso diverse forme di psicoterapia, tra cui soprattutto la Cognitivo Comportamentale, e altri interventi di gruppo. La conclusione dello studio è che la psicoterapia riduce i segnali infiammatori, tra cui la IL-6 e la PCR, in modo molto significativo rispetto ai controlli e, al tempo stesso, aumenta il numero delle NK e dei CD4. Cioè riduce l’infiammazione e potenzia l’immunità antivirale. “E’ esattamente l’aiuto che ci vuole adesso per rafforzare il sistema immunitario della popolazione e contrastare efficacemente la pandemia”, fa notare Francesco Bottaccioli, fondatore della Società Italiana di Psico – Neuro- Endocrino- Immunologia (SIPNEI).

Quindi la scienza ci sta dicendo che promuovere la flessibilità psicologica e la resilienza risulta essere funzionale alla promozione della salute personale e sociale.

Collaborare con la comunità di appartenenza può essere un vantaggio?

Applicato a livello sociale, il concetto di resilienza si sta affermando nell’analisi dei contesti sociali successivi a gravi catastrofi naturali o dovute all’azione dell’uomo. Vi sono processi economici e sociali che, in conseguenza del trauma costituito da una catastrofe, cessano di svilupparsi restando in una continua instabilità e, alle volte, addirittura collassano, in altri casi, al contrario, sopravvivono e, anzi, proprio in conseguenza del trauma, trovano la forza e le risorse per una nuova fase di crescita e di affermazione. La coesione sociale, la comunità di intenti e di valori costituiscono il fondamento essenziale della comunità resiliente. Ad esempio la città di Firenze, pur avendo subito oltre 60 alluvioni dell’Arno nell’ultimo millennio, molte delle quali di intensità assolutamente eccezionale, ha conservato una straordinaria continuità nel tessuto economico, artistico e architettonico (Wikipedia – Resilienza Psicologia).

Da quando siamo entrati nell’epoca del COVID, Russ Harris già autore del libro “La Trappola della Felicità” ha messo a disposizione delle risorse utili per far fronte alla situazione di crisi attuale.

“Doing What Matters in Time of Stress”, che puoi scaricare qui di seguito in italiano: “Fare ciò che conta nei momenti di stress: Una guida illustrata”.

Il Programma “F.A.C.E. C.O.V.I.D”, per il quale potete leggere una mia presentazione sempre in italiano.

Social networks

Have a question?